Recensione DILLO ALLA PIOGGIA di Bianca Marconero

 Buongiorno lettori e lettrici,
oggi vi porto la mia recensione di Dillo alla pioggia di Bianca Marconero, il nuovo romanzo nel ciclo dei Serristori. Il protagonista è Niccolò Serristori, il ragazzo difficile della famiglia, ma anche quello che ha bisogno di essere capito e amato nel profondo. A seguire alcune informazioni e la mia opinione.


Titolo: Dillo alla pioggia 
Data di pubblicazione: 4 aprile 2022
Editore: SelfPublishing (su Amazon)
Autrice: Bianca Marconero

Pagine: 624
Trama
«Non posso crederci. Sono stato fottuto, in ogni senso possibile, dalla futura moglie di mio fratello».

Una notte: è bastata una notte perché Niccolò Serristori perdesse la sua amata Cecilia. Lei ha scelto la danza e Londra. E ha scelto di partire con Jacopo, il fratello perfetto di Niccolò.

24 ore: sono sufficienti 24 ore perché Niccolò abbandoni la boxe e il sogno di diventare un professionista e perché suo padre, Brando, gli confessi qualcosa che Niccolò non avrebbe mai voluto sentire.

9 mesi: nove mesi non bastano per ritrovare la felicità e Niccolò si accontenta di vivere in un garage, esserci per i suoi fratelli e rimediare una birra e una ragazza. Una qualsiasi sarebbe la scelta migliore, ma è difficile resistere alla persona più sbagliata, se questa rappresenta la vendetta perfetta. Una vendetta che ha armi di seduzione imprevedibili.

Una festa in giardino: basta una festa di fidanzamento in giardino perché Niccolò sbatta contro l’evidenza che la vita è un gioco di specchi bugiardi e nessun riflesso racconterà mai la verità.

Ogni singolo istante: il tempo che Niccolò sacrificherà per ricomporre i cuori che ha spezzato in una notte di follia.

Sullo sfondo di una Roma che va dai sampietrini ai tetti dei palazzi patrizi, tra ring di periferia e i templi della danza, tra baci proibiti e cadute nel peccato, Niccolò dovrà battersi per salvare ciò che ama e trovare il coraggio di buttare il cuore al di là dell’ostacolo, con il rischio di perderlo per sempre.

Fino all’ultimo respiro. E oltre.

Dillo alla pioggia è il primo romanzo AUTOCONCLUSIVO della serie Serristori.
La famiglia Serristori è stata presentata nelle novelle stagionali 
Serristori – Preludi.

Un’estate al mare
Jacopo salva il Natale
L’ultimo dicembre

Storie della prima generazione

Un maledetto addio (novella)

Fucking Forever series

1.Un maledetto lieto fine – recensione qui
1.5 Montreal (novella)
2.Un maledetto per sempre – recensione qui

Tabloid Building Serie

1.Non è detto che mi manchi (autoconclusivo) –recensione qui
2.Le nostre prime sette volte (A&A #1) – recensione qui
3.L’ultimo bacio (A&A #2) – recensione qui

Storie della seconda generazione

Serristori- Preludi (novelle)

0.5 Cinque
1.Un’estate al mare – recensione qui
2.Jacopo salva il Natale
3.L’ultimo dicembre

Serristori- Jacopo e Niccolò

1.Dillo alla pioggia
2.Cuore di neve (maggio 2022)

Consiglio di leggere i libri delle serie in ordine, anche se autoconclusivi. Consiglio inoltre di leggere le novelle perché importanti quanto i romanzi. 

Recensione

C’è un’autrice che è il mio punto debole, le cui storie mi rendono felice e sono da me attese più di ogni altra cosa: Bianca Marconero. Bianca Marconero ritorna con un nuovo romanzo del ciclo Serristori- seconda generazione, quello su Niccolò, conosciuto già nelle novelle dei Preludi.

Dillo alla pioggia racconta la storia di Niccolò e della sua amata Cecilia, ma anche sentimenti, paure e difficoltà di un ragazzo che ha sempre faticato a sentirsi compreso, accettato e amato. Niccolò, figlio di Brando e Agnese, è la testa calda della famiglia, è ribelle, impulsivo, incline a fare del male e a farsi del male. Non ha mai trovato la sua strada, tranne che nella boxe, l’unica attività che gli riesce bene e lo fa stare bene. È particolarmente legato alla madre Agnese, ai suoi fratelli e alla sorella più piccola. Gli unici della famiglia con cui non può fare altro che scontrarsi sono il padre, Brando, a cui assomiglia terribilmente nel suo modo di essere e il fratello Jacopo, il ragazzo perfetto della famiglia, il quale sembra avere una bassa considerazione di Niccolò. Al centro del mondo di Niccolò c’è però una ragazza speciale, con cui ha un legame fin da piccolo: Cecilia.

Cecilia è una ballerina, ha un debole per Niccolò, ma questo affetto sembra non ricambiato, tanto che ad un certo punto della loro crescita tra i due si crea una frattura.  Al momento Cecilia è a Londra perché partecipa ad un talent di danza che poi le permetterà grandi opportunità. Con lei, come un fratello, c’è Jacopo Serristori, impegnato negli studi. Il rapporto tra i due è stretto, fatto di complicità, comprensione, affetto e stima.

Niccolò, che si trova a Roma e cerca di dare un senso alla propria vita, pensa che Cecilia e suo fratello stiano insieme e così, sofferente e nel tentativo di vendicarsi, dirige la sua vita verso scelte sbagliate che, giorno dopo giorno, gli costeranno tutto.

Con il passare del tempo la verità verrà fuori ma intanto le decisioni sbagliate avranno già fatto i loro danni e le conseguenze sono dietro l’angolo, pronte a minacciare tutto ciò che avverrà.

In verità, Jacopo è ancora innamorato di Matilde Barberini, mentre Cecilia è libera di vivere il suo amore per Niccolò e così il sentimento a lungo represso, di due persone che si sono cercate, respinte ma mai prese, sembra diventare realtà. La felicità però arriva nel momento meno opportuno e la cruda realtà è pronta a scombinare tutti i piani.

Dillo alla pioggia non è solo la storia di Niccolò o la storia di Niccolò e Cecilia, ma quella di tutta una famiglia, anzi, di più famiglie. È la storia dei Serristori e di chi sta loro attorno, di tanti personaggi che abbiamo conosciuto nel corso dei libri e che continuano la loro vita tra gioie e difficoltà. Ogni personaggio non rappresenta una semplice e superficiale apparizione ma ha il suo spazio, di ognuno si racconta una storia, anche andando a fondo e facendo percepire (soprattutto per chi già conosce fatti antecedenti) i legami, anche indiretti, tra ciò che è accaduto e ciò che accade adesso. Così diventa impossibile non lasciarsi coinvolgere e non emozionarsi di fronte a personaggi che sembrano far parte di noi, che ci sembrano non amici ma parenti.

Questo libro è essenziale e necessario per capire Niccolò, un personaggio sempre tormentato ma che nasconde molto più di quello che emerge. Un ragazzo che ha a cuore la propria famiglia, che difende chi ama, anche quando ferisce e combina disastri. Fanno arrabbiare le sue scelte, le sue reazioni dettate dall’impulsività e dalla rabbia, eppure andando avanti non si può che apprezzare un ragazzo che è solo insicuro e desideroso d’amore, che sa combattere e farsi in due per coloro che ama. È un giovane uomo che vuole nascondere la sua insicurezza ma che è molto trasparente e diretto.

Non voglio essere la risposta prestabilita a una domanda, non voglio essere una definizione secca. Voglio essere complesso, voglio essere spiegato e raccontato con un milione di parole e lasciare comunque agli altri la sensazione che ne manchino un milione. Voglio essere quello che molla tutto e scappa di casa, per imparare la vita, quello che insegue una ragazza al di là dell’oceano, perché senza di lei non respira più. Quello che sbaglia perfino quando cerca di rimediare, ma guardandosi indietro un giorno dirà le stesse cose che ha detto suo padre. Anche io, come lui, se ora avessi un’occasione di riavvolgere il tempo, amerei le stesse persone e le proteggerei ancora, a costo della mia felicità.

Cecilia è una ragazza seria e diligente, con la passione per la danza, che esercita con tenacia. È buona, gentile, paziente, anche verso uno come Niccolò, che sa metterla a dura prova. Nonostante Niccolò la ferisca lei non smette di credere in lui e di volergli bene. È una relazione che sembra disfunzionale, così come quella tra Brando e Agnese, eppure non disturba e andando avanti dimostra che non è da condannare a prescindere ma solo da capire. Il loro è un amore sincero e forte, quel tipo di amore capace di dare un senso ad una vita che non sempre è facile.

Io non conosco altra destinazione se non quella che mi indica lei. Non conosco un modo di essere a casa, se non la tocco. Questa è la nostra danza, i nostri passi, le nostre improvvisazioni su una musica che mi risuona in testa dal primo giorno in cui l’ho vista.

Questo però è anche il libro di Brando e delle sue azioni dalle conseguenze spiacevoli. Così riviviamo, ancora una volta, la travagliata storia tra Brando e Agnese, due persone che nonostante gli anni fanno ancora fatica a non farsi del male a vicenda ma che, in fondo, ci mostrano la realtà dell’amore. Ciò che ho apprezzato di Bianca Marconero è che non ha avuto paura di mostrare un amore che va in crisi, a differenza degli amori romanzeschi, che trovano un lieto fine che è anche immutabile. Come nella realtà, nella coppia e nella famiglia si consumano drammi, problemi e crisi continue.

Poi c’è Jacopo, che fa arrabbiare perché, proseguendo dritto per una strada pianificata e che sembra essere giusta solo se fatta in un certo modo, non riesce a comprendere davvero ciò che accade intorno a lui e nemmeno a mostrare ciò che prova. Come Agnese rimane fermo, accetta, incassa e va avanti stoicamente. Sembra una macchina concepita per fare solo ciò che è giusto e calcolato. È così sicuro di ciò che è giusto e che deve essere fatto che non riesce ad avere stima per un fratello imprevedibile e incorreggibile. Jacopo avrà molto da capire ma la sua strada è ancora da percorrere, per questo aspettiamo il prossimo libro.

Una storia che è una scia continua di disastri, errori, passi falsi e fraintendimenti, a tal punto che non c’è spazio per prendere fiato, non c’è pace in questa corsa attraverso problemi che sembrano crescere e non lasciare scampo. Segreti, bugie e tradimenti determinano una sequela di disgrazie, drammi e un’importante dose di angst che lascia il lettore fremente e desideroso di continuare a leggere. Eccitazione, stupore, ansia, gioia e dolore sono emozioni che si susseguono nel lettore che si approccia a questo libro. Con il colpo di scena che arriva verso la fine Bianca Marconero infligge la stoccata finale, quella che atterra e ferisce in modo letale.

In questa storia, dove tutto è collegato e tutti sono collegati, emerge l’importanza dei legami, degli affetti, della comprensione, del senso di colpa, del perdono e, come dice l’autrice, dell’innocenza che a volte non è sufficiente a salvarci.

Con una scrittura ipnotica, incalzante e poetica, capace di scendere nel cuore delle parole e del loro significato, Bianca Marconero ancora una volta coinvolge e ammalia. Dopo le emozioni forti il lettore rimane in astinenza ma, per fortuna, tra poco esce il prossimo libro!

il mio voto

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