Recensione SINNER'S ISLE. LA STREGA E IL PIRATA di Angela Montoya

Buongiorno lettori e lettrici,
oggi vi parlo di Sinner’s Isle. La strega e il pirata di Angela Montoya, un fantasy romantico standalone recentemente arrivato in Italia. 


Titolo: Sinner’s Isle. La strega e il pirata
Autrice: Angela Montoya
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2025
Editore: HarperCollins Italia (collana Midnight)
Pagine: 383
Trama:

Rosalinda è intrappolata sull’Isola delle Peccatrici insieme ad altre Maestose come lei: bellissime streghe odiate dalla società per la loro magia, ma venerate da uomini potenti che vogliono usarle a proprio vantaggio. Ha diciotto anni, ormai, e sa di essere considerata il premio più ambito dell’Offerta di quest’anno, quando il sovrano e i nobili del Regno di Coronado sbarcheranno sull’isola per pagare le decime alla Chiesa e adorare gli dei con feste, danze e gozzoviglie, e infine scegliere tra le Maestose quella destinata a salvare le loro anime. Ecco perché deve fuggire, prima che qualcuno costringa la magia oscura che si agita dentro di lei a distruggere tutto ciò che tocca.

Affascinante e spregiudicato, Mariano ha solcato i mari per anni a bordo della nave di suo padre, guadagnandosi il titolo di Principe dei Pirati. Poi la flotta del re attacca il loro vascello, e dopo una fuga rocambolesca il giovane finisce sull’Isola delle Peccatrici senza nient’altro che la gemma che suo padre gli ha consegnato prima di morire: una pietra incantata, destinata a guidarlo verso ciò che il suo cuore desidera. Invece, senza quasi sapere come, si ritrova nelle mani di una ragazza sfacciata e ammaliante, disposta a tutto pur di abbandonare l’isola. Anche a ricattarlo.

Così, mentre si avvicina il giorno in cui Rosa sarà venduta al miglior offerente, i due giovani combattono con tenacia per superarsi l’un l’altro in astuzia e al tempo stesso per sconfiggere il nemico comune. Sperando che non sia troppo tardi per sfuggire ai pericoli dell’Isola delle Peccatrici.

Recensione

Sinner’s Isle. La strega e il pirata di Angela Montoya è un fantasy romantico che ci porta in un’avventura che attraversa il mare e arriva su un’isola, tra donne dotate di particolari poteri, uomini che vogliono sfruttarle per i loro scopi, pirati in cerca di ricchezza e una ribellione che freme per vedere la luce.

Rosalinda è una ragazza di diciotto anni dotata di una magia potente e ambita. Da bambina è stata catturata a causa della  sua natura e adesso vive sull’isola delle Peccatrici, il luogo in cui sono relegate le Maestose, donne che, come lei, hanno dei poteri e sono odiate (ma anche sfruttate) a causa di essi. Adesso è giunto il momento dell’anno dell’Offerta, un evento in cui le Maestose con i poteri più importanti, quelle che sono state forgiate in un palazzo specifico,  vengono esibite al re e ai nobili arrivati sull’isola. Essi, infatti, devono scegliere la Maestosa che si legherà a loro e li servirà con i propri poteri. Rosalinda ha un piano per fuggire, ma esso le si ritorcerà contro. Minacciata e costretta a seguire i suoi doveri, non si arrenderà facilmente e cercherà di portare a termine i suoi piani sfruttando nuovi alleati.

Mariano è conosciuto come il Principe dei Pirati, ma ha appena perso tutto ciò per cui è cresciuto. La fuga lo porta ad approdare sull’Isola delle Peccatrici e la pietra magica che gli ha donato suo padre lo guida proprio verso Rosalinda. Lui, però, ha i suoi motivi per odiare le Maestose e i loro poteri ed è interessato solo a cercare ricchezze e a ricostruire ciò che ha perso.

L’incontro tra Rosalinda e Mariano modificherà i piani dei due e li condurrà lungo una strada più complessa e pericolosa. I due diventeranno complici, ognuno per un motivo personale: Rosalinda vuole sfruttare Mariano per la sua fuga, lui vuole solo recuperare ciò che è suo, ma fin da subito il loro legame svelerà sentimenti inattesi, che complicheranno tutto. I due, poi, scopriranno che in ballo c’è molto di più e che Rosalinda non è l’unica a volersi opporre ad un sistema che sta condannando le Maestose e il mondo a qualcosa di sbagliato e molto pericoloso.



Sinner’s Isle. La strega e il pirata è un fantasy avventuroso e romantico, la cui storia combina drammaticità e leggerezza in modo dinamico e accattivante.

Il worldbuilding riesce a trovare una via di mezzo tra semplicità e complessità, svelandosi in modo chiaro e graduale al lettore. La storia è ambientata per lo più sull’isola delle Peccatrici e si dipana nell’arco di una settimana, ma questa apparente staticità e “brevità” non pesa sulla narrazione, che invece riesce a raccontare diversi personaggi e diversi luoghi dell’isola, attraverso vicende che si fanno via via più intricate e accrescono la tensione.

È evidente la componente romantica della storia, ma essa riesce a trovare un equilibrio con il resto, per cui l’amore si inserisce perfettamente all’interno della trama principale inerente la condizione delle Maestose e i tentativi di fuga della protagonista.

È evidente pure la sfumatura young adult di questa storia nel modo in cui i personaggi reagiscono e interagiscono, così come nelle descrizioni e nel tono, che si mantengono leggeri nonostante i momenti più drammatici. In verità, le questioni più serie con cui si confrontano i protagonisti e che si legano alle dinamiche del mondo raccontato sono chiaramente percepibili nella loro drammaticità e sono chiare le difficoltà a cui vanno incontro i personaggi nei loro tentativi di opposizione al male che affligge il loro mondo.

La condizione delle donne sull’isola, il loro sfruttamento, la prigionia e il loro destino, segnato dalla volontà altrui e dall’assenza di qualunque tipo di libertà e controllo sulla propria vita, sono temi che emergono chiaramente dalla storia e che arrivano al lettore, così come la sensazione che non si possa agire per cambiare le cose senza rimanere incastrati nelle trame di chi comanda e quindi senza pagare un prezzo molto alto, non solo per se stessi ma anche per gli altri.

Perché solo le donne potevano nascere con il peccato. Soltanto le donne erano diaboliche.

È così che la storia mostra come ogni tentativo di ribellione comporti rischi altissimi e la necessità di scendere a compromessi o rinunciare alla propria libertà per il bene di altri. C’è il silenzio di chi subisce e sa che non può fare nulla per opporsi, perché le conseguenze sarebbero troppo grandi, e chi, come Rosalinda, cerca di ribellarsi nonostante il pericolo, anche se tante volte questo vuol dire accettare di non poter agire come si vorrebbe e, forse, di dover rinunciare a se stessi per salvare qualcun altro. Perché questa è una lotta tra bene e male in cui non tutto è solo bianco o solo nero e in cui si è a volte troppo piccoli o troppo poco numerosi per potersi opporre a chi detiene il controllo.

Ciò che colpisce, della trama di Sinner’s Isle, è la capacità di rivelarsi gradualmente più complessa per quanto concerne le parti in gioco e la distinzione tra bene e male. Non c’è, infatti, una scontata e semplice opposizione tra buoni e cattivi, ma in ogni situazione e in ogni fazione si possono scoprire lati inediti, in cui stare da una parte non vuol dire necessariamente desiderare o assecondare ciò che rappresenta quella parte e in cui le divisioni sono più complesse e nascondono pensieri e obiettivi differenti. Si mente, si inganna, si cerca di fare il doppio gioco, si cerca di avvicinarsi al nemico per sopraffarlo. Questo, però, non vuol dire che i personaggi siano impavidi ribelli pronti a tutto: essi fanno passi in avanti e passi indietro, si scontrano con la paura e con le minacce, talvolta si arrendono e altre volte cercano di fare quel che possono, anche se non è tutto.

Rosalinda è tenace e combattiva ma è solo una giovane ragazza contro un intero sistema. Si accenna al suo difficile passato, alla sua storia familiare, al rapporto complicato con i propri poteri, alla vita che ha dovuto condurre all’interno di una gabbia solo apparentemente dorata. Dovrà trovare il coraggio per fuggire ma anche trovare un modo per entrare in contatto con le proprie ombre – quelle della propria magia – per giungere alla luce. Il suo personaggio si fa apprezzare per l’audacia e il coraggio ma conserva anche delle ingenuità tipiche della giovane età.

Rosalinda. Di certo le si addiceva. Era bella come una rosa, e le sue ombre erano come spine aguzze pronte  graffiare da un momento all’altro.

Mariano è un ragazzo cresciuto come pirata, che ha dovuto imparare a farsi valere nel suo ambiente, ma che adesso si trova da solo ad affrontare un cambiamento importante e a doversi ricostruire. Quando incrocia Rosalinda, capisce gradualmente che non esiste solo la ricchezza e la vita da pirata. L’amore, dunque, lo guiderà verso un nuovo inizio.

Mariano non si preoccupava della sua anima, ma del suo cuore. Sembrava che quella maledetta cosa potesse spezzarsi e poi sbocciare nel giro di un secondo. Era una sensazione terribile.

Il personaggio di Mariano è un po’ contrastante, perché alcuni suoi atteggiamenti sono fin troppo mansueti per un pirata con il suo passato. Si scorge, quindi, un certo contrasto tra l’idea che si vuole dare di lui (e quindi il suo ruolo) e le sue reazioni effettive, che a volte palesano una tenera ingenuità. Di fronte allo sbocciare dell’amore per Rosalinda tirerà fuori una sensibilità e una dolcezza (a volte al limite dello stucchevole) che un po’ stonano rispetto alla natura di pirata forte e duro che prospettava la storia. Nel complesso, però, il suo personaggio è apprezzabile.

L’amore tra Rosalinda e Mariano si può dire a prima vista per il richiamo reciproco che i due sentono fin dal primo incontro. La storia, infatti, chiama in causa quello che nella finzione di questa storia viene definito il  “canto del cuore”, cioè il concetto di anime gemelle, nate e destinate a trovarsi e stare insieme. Risulta un po’ troppo veloce l’innamoramento e l’instaurazione del legame tra i due protagonisti, ma in fin dei conti riesce a essere gradevole. Il rapporto tra i due, infatti, riesce e a giocare sugli scambi di battute e sulle vicende che li vedono collaborare (da vicino e a distanza) e a risultare per questo accattivante. Inoltre, all’inizio, il loro rapporto dovrà fare i conti con pregiudizi e diffidenza, che creeranno qualche contrasto che pure rende intrigante il loro rapporto.

Quella ragazza era terrificante. Era affascinante. Mozzafiato. No, scosse la testa. Era un mostro.

I personaggi che ruotano attorno ai due protagonisti godono di uno spazio sufficiente a renderli interessanti per il contributo alle vicende raccontate e per l’influenza sugli altri personaggi. La storia attinge anche al folklore messicano e utilizza parole in spagnolo, che non sono state tradotte: si parla di “dioses”, divinità, e compaiono creature fantastiche come le “tlanchanas”, figure mitologiche del Messico Centrale che qui assumono un carattere mostruoso. Poi si parla di temi come l’identità, l’oppressione, la religione, il potere, la libertà, la scoperta della propria forza e il coraggio di agire contro il male della società.

Non manca qualche colpo di scena: uno di questi mi ha davvero stupito e si è fatto gradire molto. Le vicende che gradualmente si complicano, la condizione dei personaggi, le loro interazioni, le parti in gioco in questo sistema di oppressione, i momenti di attesa e di tensione contribuiscono a rendere dinamica e accattivante la storia.

Non si tratta, però, di una storia che eccelle o perfetta: talvolta alcune uscite sono caratterizzate da un tono leggero che stona con la serietà e la drammaticità di alcuni eventi raccontati e spesso si percepisce una certa leggerezza e ingenuità nel modo di reagire e interagire dei personaggi, anche se questi possono essere giustificabili sulla base della giovanissima età dei personaggi e sulla base della natura young adult di questa storia.

Pur con delle ingenuità, Sinner’s Isle ha giocato bene le sue carte, sviluppando la trama in modo intelligente e accattivante, risultando molto piacevole. Non è una storia dalle grandi pretese ma posso dire che mi ha tenuta incollata alle pagine e mi ha molto intrattenuto, quindi mi ha regalato delle ore molto piacevoli. Lo consiglio. 

il mio voto

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Ringrazio la casa editrice per la copia cartacea.


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